Il terroir

Le pietre, il sole e gli uomini.

Manduria si trova nel nord del Salento, a un passo dall’altopiano delle Murge tarantine e a pochi chilometri dalle spiagge Mar Ionio, scandite dalle torri di avvistamento saracene. Le terre su cui poggiano le viti del primitivo sono di natura calcareo argillosa, con presenza di fossili e di ossidi di ferro, che danno al terreno una naturale colorazione rossastra. Il ferro presente nel terreno aiuta il drenaggio, evitando i ristagni dopo le piogge e per questo le terre rosse sono tra le più indicate per la produzione del vino.

Qui l'inverno è mite e la temperatura raramente scende sotto lo zero. L'estate, al contrario, è spesso accecante e il termometro supera facilmente i 40°, specie nelle giornate in cui soffiano i venti di scirocco africano. Poca la pioggia e ancor più rara la neve che, quando c’è, non supera i pochi centimetri.

Tra gli elementi che danno valore a un terroir, il più importante è sicuramente l’uomo che, dopo secoli di lavoro, ha modificato il paesaggio rurale ponendolo al suo servizio. Unica, in questo senso, la presenza degli alberelli di primitivo, un metodo di coltivazione rarissimo da trovare altrove e condotto senza l’uso di tutori. È un metodo difficile e dispendioso, ma il contadino di queste terre è nemico dei compromessi e delle scorciatoie. In certe zone della Puglia la viticoltura si è fatta industria e le cantine somigliano alle fabbriche mentre qui si è sempre badato alla qualità, al piacere di una vendemmia in famiglia. Una vendemmia sacra, come certe tradizioni immutate nel tempo.